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SVILUPPARE IL KI
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ENERGIA

Leggi del KI, uso consapevole dell'energia vitale, integrazione.

 

"KI Lo spirito dell'energia vitale.

Una guida pratica per gli occidentali.”

Se ne può già dedurre, quindi, che si tratta di qualcosa "studiato ed approfondito" in Oriente ma che si può tranquillamente praticare anche alla nostra longitudine!

La prima volte che ne sentii parlare fu durante il mio primo livello, dal mio Maestro (Pietro Perrini).

Descrisse, più che cosa fosse, cosa producesse ... ed in quelle parole riconobbi sensazioni, situazioni e condizioni che in passato avevo già affrontato e conosciuto.

Pur senza sapere che si trattava dell'azione del mio KI.

Continuando la lettura di "KI" troviamo:

Un dizionario giapponese definisce KI come mente, spirito o cuore. Vi sono elencate centinaia di espressioni in cui viene usata la parola KI, per la maggior parte modi correnti per esprimere stati d'animo, tipi di atteggiamento o carattere.

A volte viene dato un significato più filosofico. Nelle arti marziali e nella medicina orientale ki sta a significare una forma sottile di energia.

Tuttavia, mentre sono stati scritti molti libri sullo Zen per gli occidentali, pochissimi hanno trattato l'argomento del KI.

I concetti profondi sono difficili da definire ed in ogni caso anche una definizione accurata non può sostituire l'esperienza diretta nell'arrivare ad una migliore comprensione del KI.

Per cominciare ad offrirvi un po' di pratica, diremo che le LEGGI DEL KI sono 4:

centratura

rilassamento

peso verso il basso

estensione

e che rispettata 1 sola di esse tutte le altre sono presenti ma ... senza una sola di esse nessuna può essere rispettata


LEZIONE N°1

Come correggere la posizione ERETTA.

Se osservate per qualche minuto un gruppo di persone in piedi, magari in fila davanti alla cassa (perciò non in cammino, vi accorgerete che quasi nessuna sa cosa sia la posizione eretta.

Spalle curve, una più alta dell'altra, schiene arcuate, il peso del corpo che viene spostato avanti ed indietro, braccia a penzoloni e mani in continuo movimento ...

Il nostro corpo si è ben strutturato, nel corso dell'evoluzione umana, per la posizione eretta, perciò stare in piedi fermi non dovrebbe essere una cosa così difficile come, all'osservazione, pare !

ESERCIZIO N°1

Scalzi, ponete i piedi alla stessa larghezza delle vostre spalle; sollevando i talloni rimanete appoggiati alla parte anteriore dei piedi con le braccia rilassate lungo i fianchi.

L'eventuale difficoltà a mantenere questa posizione per almeno un minuto è dovuta alle tensioni presenti nel tronco.

Oppure l'arco del piede è indebolito dalla troppa inattività ...

Alzate le spalle verso le orecchie più che potete, mantenete la tensione di questo movimento per qualche secondo poi lasciatele cadere in basso.

Ripetete questo movimento più volte, fino a sentire l'allentamento della tensione.

Immaginate un filo che, scorrendo dentro voi, passi nel punto unico, al centro del vostro 4° chakra (quello del cuore) ed esca dal centro del vostro cranio superiore (la fontanella!).

In questa immaginazione il vostro corpo si allineerà (per quanto possibile, soprattutto all'inizio non aspettatevi la perfezione!) e vi accorgerete che anche il mento rientrerà verso il collo

Mentre siete in punta di piedi, con lo sguardo guardate avanti a voi, lontano ... mentre con gli occhi della mente osservate il vostro respiro.

Entra dal naso ed immaginatelo reimpirvi, sino al punto del vostro Ki (la posizione "accademica" di questo punto unico, che in realtà non ha una collocazione precisa, in quanto segue il movimento energetico del nostro corpo complessivo e ne è il baricentro, si trova a 4 dita sotto l'ombelico).

Il vostro respiro circola attorno al KI, ed esce dal vostro naso, mentre gli occhi della mente continuano ad osservarlo.

Già con questo semplice esercizio comincerete a percepire il movimento dell'energia dentro di voi; più siete in equilibrio più vi sentite rilassati e più il vostro peso si distribuirà ed assesterà nel punto più basso.

Il modo più efficace per sviluppare il Ki è confrontare come il corpo si comporta con e senza Ki. Tutti si rendono conto di come abbiano sviluppato, nel tempo, abitudini inconsce che inducono posizione faticose, dolorose, inefficaci. E di come, queste posture, invecchino ed affatichino il nostro corpo, indebolendo il Ki ogni giorno di più. Esercitare il Ki ogni giorno è una forma di messa a punto spirituale e fisica che ci riporta al nostro stato originario e naturale di unità mente - corpo.

La prossima lezione verterà proprio sul test di verifica della prima legge del KI.

Sarà importante, per la buona riuscita del test e dell'allenamento, che almeno per la verifica, possiate contare sulla collaborazione di un'altra persona.


LEZIONE N° 2

La "CENTRATURA"

Dopo una settimana di esercizi sul miglioramento della posizione eretta siamo pronti per passare alla prima Legge del KI.

La lezione di oggi si divide in due parti:

1 Esercizio per la centratura

2 Test sulla centratura

CENTRATURA

Occorre concentrare la mente sul Punto Unico, che si trova indicativamente a quattro dita sotto l'ombelico.

Questa è una definizione "accademica" se vogliamo, in quanto il punto unico agisce come se fosse il baricentro di tutte quelle forze ed energie che compongono il nostro corpo (quindi non solo della parte fisica. Come il punto più basso di un forte vortice esso immette KI dall'universo, ma possiamo considerarlo, per comodità, un punto dinamico di concentrazione mentale.

In posizione eretta, prepariamoci sciogliendo le spalle e, inspirando ed espirando consapevolmente, osserviamo il respiro che entra ed esce dal nostro corpo, dopo aver compiuto qualche vortice nel nostro punto unico.

Man mano che afferriamo la sensazione della centratura, avvertiamo in noi tutte le altre tre "regole" del KI:

1 siamo rilassati

2 il nostro peso è percepibile tutto verso il basso

3 possiamo, con lo sguardo, avvertire il nostro potere estendersi attorno a noi

TEST

E' a questo punto che entra in azione il nostro partner, che dovrà assieme a noi dimostrare l'avvenuta centratura del KI. Infatti, per quanto possiamo percepire - più o meno intensamente - le sensazioni descritte dall'esercizio, occorre provare anche fisicamente ciò che la centratura comporta, credete, è sempre stupefacente la verifica che si ottiene !La mente ed il corpo non sono la stessa cosa nè sono del tutto diversi. Variazioni chimiche del sangue modificano la coscienza e cambiamenti di attitudine influiscono sulla salute.

Il corpo è la parte visibile della mente.

Quando guardiamo un albero dimentichiamo generalmente che metà di esso è sotto terra. I problemi cominciano quando ci abituiamo ad accettare come reale solo ciò che è evidente ! Ma passiamo al test: innanzitutto occorre provare la resistenza del nostro corpo fisico "senza centratura". Perciò saremo in piedi; il nostro partner si porrà al nostro fianco e, con una mano appoggiata sul nostro sterno, comincerà a spingere contro di noi. Non dovrà essere una spinta aggressiva, ma solo una pressione calibrata da farci percepire quanto sforzo fisico sia necessario per resistervi e mantenere la posizione di partenza. Eseguiremo questa prima prova per qualche minuto. Poi eseguiremo la centratura, come descritto sopra.

Quando saremo pronti il nostro partner riproverà a spingere come prima e, se abbiamo raggiunto - come credo - la centratura, ci accorgeremo che semplicemente con la respirazione nel KI possiamo resistere ad una spinta di molto maggiore, senza fatica alcuna.


LEZIONE N°3

IL "RILASSAMENTO"

Come ho introdotto nell'intervento iniziale le leggi del KI sono 4, e se riusciamo ad osservarne una possiamo dire di possederle tutte ma, persa una sola delle condizioni per le quali percepiamo possente il nostro KI ... perse tutte !

Anche per questo esercizio, come per il precedente considereremo due momenti:

  1. Esercizio

  2. Test

RILASSAMENTO

Ricordando sempre il Punto Unico, che si trova indicativamente a quattro dita sotto l'ombelico e dove abbiamo concentrato il respiro la volta precedente, allentate ogni tensione del corpo. Il rilassamento completo non deve avere come risultato uno stato flaccido o afflosciato. Forme erronee di rilassamento interessano soltanto le masse muscolari maggiori, determinando una condizione di afflosciamento in cui gli organi e i vasi sanguigni vengono a trovarsi schiacciati sotto il peso non più sorretto della parte superiore del corpo. E’ impossibile sviluppare un forte KI in queste condizioni. Sciogliete le tensioni; sollevate e fate ricadere le spalle più volte, scrollandole. Lasciate le braccia stese morbidamente lungo il busto, Alzatevi sulle punte dei piedi e, mentre sollevate i talloni, scrollate anche le mani. Man mano che afferriamo la sensazione di rilassamento, avvertiamo in noi tutte le altre tre "regole" del KI:

1 il nostro respiro è nel punto unico

2 il nostro peso è percepibile tutto verso il basso

3 possiamo, con lo sguardo, avvertire il nostro potere estendersi attorno a noi

TEST

Anche per questa seconda legge del KI, a questo punto, entrerà in azione il nostro partner che dovrà, di nuovo assieme a noi, dimostrare l'avvenuta centratura, il raggiungimento dell'unità tra corpo e mente.

  1. chiedete al vostro partner di testare la vostra posizione, come fatto nella precedente lezione

  2. chiedetegli di ordinarvi, ad un momento da lui stabilito, di unire il dito pollice con l'indice della mano destra continuando a spingere contro il vostro petto.

Nel momento che eseguiremo il comando del nostro compagno, improvvisamente, ci accorgeremo che non riusciremo più a mantenere la posizione eretta, senza spostamenti, ma cederemo alla spinta che ci viene imposta. La ragione, è semplice: abbiamo creato una "tensione" (quella fisica tra pollice ed indice, ma qualsiasi altro tipo di tensione agisce nello stesso modo). E la tensione ci distoglie; non siamo più nel nostro KI perchè SIAMO NELLA TENSIONE. Si comincia così a delineare l'utilità di questi esercizi per la nostra vita quotidiana. Se, nel corso di una discussione, affrontiamo un "avversario" che ci fa andare "in tensione" ricordiamoci di questa legge del KI, concentriamoci su noi e non su ciò che ci dice, ricordiamo le nostre ragioni ma, soprattutto, rilassiamo il corpo e ... beh! continuiamo a suggerire di provare per credere.

E a raccomandare l'esercitazione quotidiana; la prossima lezione verterà sulla TERZA legge del KI.


LEZIONE N° 4

PESO VERSO IL BASSO

Terza legge del KI !

La posizione seduta.

Quelli che assumono posizioni scorrette in piedi quasi certamente non faranno di meglio da seduti ! Una posizione corretta ed uniforme è in realtà più comoda, perchè la si può mantenere più a lungo facilmente. Il modo convenzionale di sedersi è di METTERSI COMODI. Il problema, semmai, è che vestiti come manichini o intenti per ore con spalle curve NON SI PUO' MANTENERE A LUNGO LA POSIZIONE.

Stare seduti a gambe incrociate non è tanto diverso che stare in piedi, se non per il fatto che si dispone di una più ampia base di appoggio.

Se il peso cade troppo all'indietro si tende verso il pavimento.

Se il peso è troppo in avanti si incurvano le spalle e la schiena!

ESERCIZIO:

mettetevi giù delicatamente, come se non poteste contare sulle vostre gambe, doloranti; come avete fatto per i talloni, sollevatevi ora, con l'aiuto delle sole braccia, da terra. Sciogliete poi le spalle, sollevandole verso le orecchie piano, sù sù. Ruotatele indietro, aprendo il petto, piano piano ... e mettete giù le mani davanti alle caviglie, morbidamente, sulle gambe incrociate. In questa posizione avrete, quasi automaticamente, mente e corpo unificati. Avvertirete la sensazione di avere tutto il vostro peso verso il basso. Ripetendola non appena avvertirete tensioni o scomodità potrete stare seduti per ore ...

TEST:

Immaginate di avere, dalla cintola in giù, tutto il corpo di PIOMBO, fuso in un unico blocco con il pavimento, anch'esso di piombo. Attendete qualche secondo, necessario per avvertire la sensazione di peso verso il basso indotta da questa visualizzazione. Il vostro partner, ora, proverà a sollevare il vostro ginocchio; come sempre non è una sfida ma un test che serve ad entrambi per sperimentare praticamente il potere del nostro Ki e della centratura. Quindi andrà eseguito dal di fianco, con determinazione ma con forza progressiva. E mentre voi non avvertirete alcuna tensione, alcuna fatica, il vostro partner verificherà la difficoltà di sollevare la vostra gamba.

Il test è ripetibile anche sull'altro arto.

E, naturalmente, anche se non l'ho mai detto esplicitamente, i test e gli esercizi sono da eseguire da parte di entrambi; cioè prima voi provate la centratura, il rilassamento ecc. ed il vostro partner vi testa, poi cambiate i ruoli e sarete voi a testarlo mentre ricerca l'unità corpo-mente. A riprova di quanto state facendo, ora immaginate di avere il vostro corpo normalmente, ridiventato di carne ed ossa; e che sulle vostre spalle vi sia posata una pesante spranga di acciaio. Aggiungete anche un pensiero molto leggero, mentale, ed immaginate il vostro respiro non più nel punto unico ma al centro della fronte ...

Il vostro partner si stupirà di come, anche con un solo dito, riuscirà a sollevare non solo la gamba, ma anche tutto il vostro bacino ! Stando seduti, il PUNTO UNICO non è nel basso ventre, ma sotto le caviglie, e persino al di sotto del pavimento! Per avere un'altra prova di ciò, percepite il vostro peso verso il basso, e perciò il vostro punto unico; prima che il vostro partner vi tocchi assorbite mentalmente il suo KI nel vostro P.U. immaginandolo come il centro tranquillo di un rapido vortice.

Se la vostra posizione è corretta il vostro P.U. sarà in grado di assorbire e neutralizzare una grande quantità di pressione.

Provate ora ad immaginare il P.U. più in alto e più indietro rispetto alla vostra corretta posizione. Anche in questo caso il vostro partner, testandovi, osserverà una straordinaria differenza !

 


LEZIONE N° 5

ESTENSIONE DEL KI
 

Ultima, ma non ultima, regola del KI, l'estensione è, in genere, quella che suscita più stupore perchè ha un impatto veramente sorprendente !

Che cosa fa un tubo quando gli facciamo scorrere dentro, con tutta la sua potenza, il getto d'acqua ?

Diventa rigido, tanto che non lo riusciamo a piegare se non con fatica !

Come accade che, pur a spalle girate, ci accorgiamo che qualcuno ci sta osservando con interesse?

E, girandoci, incontriamo i suoi occhi.

Proprio perchè l'intenzione è proiettata facilmente con lo sguardo.

ESERCIZIO

Anche per questo esercizio è utile il supporto del partner; una volta che avrete imparato ad ascoltarvi bene potrete eseguire gli allenamenti anche da soli, ma per ora continuate a scambiare gli esercizi in coppia.

Mettete un braccio diritto, innanzi a voi.

Alto alla spalla.

Il vostro partner dovrà provare a piegare il vostro braccio che voi, naturalmente, dovrete tenere il più rigido possibile.

TEST

Ora, eseguita la prima parte con gli esiti del caso (generalmente forza fisica contro forza fisica e ... vittoria del partner !), alzate il vostro braccio, morbidamente avanti a voi.

Con gli occhi scegliete un punto davanti a voi (sul muro, sulla parete, su di un albero) che sia all'altezza - circa - della vostra spalla.

Ed immaginate di essere come una pompa per l'acqua!

Dalla terra, sotto ai vostri piedi, sale il flusso dell'acqua che, scorrendo nel vostro corpo e lungo tutto il vostro braccio, sgorga dalla vostra mano aperta, rilassata, con le dita rivolte al punto che avete scelto.

Proprio in quel punto invierete il flusso di acqua.

Tranquillamente ...

Qui interverrà il partner, che come prima dovrà testare la resistenza del vostro braccio!

E, come per le altre volte, stupirete assieme !!!


KI : le leggi che lo governano.
 

Le 4 leggi del KI dette anche 4 princìpi base di unificazione corpo e mente, sono il fondamento di tutto l'insegnamento del KI.

Sono:

  1. Centratura

  2. Rilassamento

  3. Peso verso il basso

  4. Estensione


Priva di forme e restrizioni fisiche, la mente può essere usata liberamente ed in modo efficace.

Il suo unico limite è la suggestione.

Il Ki è più veloce della mano o dell'occhio, più della bocca.

Ma un forte KI è presente solo in una mente calma: UNA TROTTOLA SEMBRA IMMOBILE PROPRIO QUANDO GIRA PIU’ VELOCEMENTE.

I principi 1 e 4, concernenti il punto unico ed il Ki descrivono l'azione della mente.

I principi 2 e 3, concernenti il rilassamento e la stabilizzazione del peso verso il basso, descrivono l'azione del corpo.

Le leggi fisiche limitano la forza e lo sviluppo del corpo. Ma un corpo vivente è più di un semplice oggetto; é permeato dalla mente e reagisce al Ki.

Le limitazioni del corpo sono decise in larga misura dalla mente.Un forte Ki risiede in un corpo rilassato e assestato, ma leggero.

Quattro principi, quattro modi di vedere la stessa cosa: lo stato di unità di mente e corpo. Capirne uno è conoscere gli altri tre.

Perderne uno vuol dire perderli tutti. Il corpo è la parte visibile della mente; attraverso il corpo possiamo conoscere la mente.



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